Neoplasie neuroendocrine – Tecniche diagnostiche e stadiazione

La diagnosi delle neoplasie neuroendocrine del pancreas è generalmente tardiva nelle forme non funzionanti, in cui sono assenti sintomi causati da una inappropriata secrezione ormonale; è invece più precoce nelle forme funzionanti a causa delle sindromi cliniche associate.Tuttavia negli ultimi anni, grazie al sempre maggiore utilizzo di metodiche radiologiche avanzate (TAC, Risonanza Magnetica), il numero di piccole lesioni non funzionanti diagnosticate incidentalmente è in costante e sensibile aumento. Per maggiori informazioni sui sintomi di presentazione delle neoplasie neuroendocrine, visita le sezioni specifiche sulle neoplasie non-funzionanti e sulle neoplasie funzionanti

Le neoplasie neuroendocrine pancreatiche appaiono nella maggior parte dei casi come masse rotondeggianti o ovalari, ben definite e ricche di vasi. In una percentuale minore di casi hanno caratteristiche radiologiche atipiche, rendendo la diagnosi differenziale con l’adenocarcinoma duttale difficoltosa. In casi rarissimi possono anche presentarsi con morfologia cistica. Il reperto di una lesione solida pancreatica sospetta per natura neuroendocrina richiede una batteria di esami diagnostici per confermare il sospetto e per stadiare la malattia, cioè avere una stima:

  • Delle dimensioni della neoplasia
  • Del coinvolgimento di strutture vicine al pancreas
  • Del coinvolgimento di linfonodi regionali e a distanza
  • Della presenza di metastasi a distanza (specialmente al fegato)  

Le indagini di secondo livello utili per la diagnosi e la diagnosi e la stadiazione delle neoplasie neuroendocrine del pancreas sono riassunte in questa sezione. Sarà compito dello specialista scegliere gli esami più adatti al singolo caso clinico.

  • Tomografia Computerizzata con mezzo di contrasto (TC). E’ una metodica di diagnostica per immagini largamente utilizzata nella pratica clinica che sfrutta radiazioni ionizzanti e consente di riprodurre sezioni o strati corporei del paziente ed effettuare elaborazioni tridimensionali. Permette uno studio molto dettagliato delle caratteristiche della lesione pancreatica e della sua presa di contrasto, dei tessuti, degli organi e dei vasi arteriosi e venosi che si trovano intorno al pancreas. Visualizza con buona precisione linfonodi regionali e a distanza, e può essere utile per lo studio del fegato e di eventuali lesioni a suo carico.
  • Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto. Le informazioni ottenute con la risonanza magnetica sono simili a quelle ottenute con la TC, anche se la migliore risoluzione di contrasto di questa metodica potrebbe essere vantaggiosa per localizzare lesioni molto piccole. L’utilizzo di mezzi di contrasto epato-specifici (ex. Gadolinio-BOPTA) si è rivelato molto utile per la diagnosi di metastasi epatiche anche molto piccole. 
  • Ecografia con mezzo di contrasto. E’una nuova metodica che utilizza un particolare mezzo di contrasto per aumentare le capacità diagnostiche della ecografia addominale standard. Permette una visualizzazione dinamica delle caratteristiche contrastografiche della neoplasia e dei suoi rapporti con i vasi arteriosi e venosi intorno al pancreas (che possono anche essere esplorati con studio color-doppler). La metodica è anche accurata per la valutazione del fegato e di eventuali lesioni a suo carico. 
  • Ecoendoscopia. L’ecoendoscopia è una metodica endoscopica (come la gastroscopia o la colonscopia), che associa alla visione diretta ottenuta con sonde flessibili munite di ottica la visione ecografica. Un ecografo miniaturizzato è infatti collocato sulla punta dello strumento. Un vantaggio dell’eco-endoscopia è che la sonda ecografica può lavorare in stretta prossimità con il pancreas e con la lesione da studiare, fornendo immagini molto dettagliate e precise. L’ecoendoscopia è una metodica molto accurata per la diagnosi di piccole neoplasie neuroendocrine funzionanti dell’area pancreatico-duodenale. E’ inoltre possibile, attraverso un ago retrattile, pungere per via trans-duodenale o trans-gastrica la neoplasia e prelevare un campione di cellule per esame citologico. 
  • Scintigrafia con analoghi della somatostatina (OCTREOSCAN™). E’ una metodica medico-nucleare che sfrutta l’elevata espressione di particolari recettori (recettori per la somatostatina) sulle cellule delle neoplasie neuroendocrine. Viene somministrato un radiofarmaco contenente octreotide (111-indio-pentreotide), una sostanza che si lega tenacemente ai recettori della somatostatina, ed eseguita 24 ore dopo una scintigrafia. L’esame è utile per localizzare le neoplasie neuroendocrine ed eventuali metastasi, e per prevedere la risposta terapeutica all’Octreotide (neoplasie che esprimono i recettori per la somatostatina risponderanno con grande probabilità alla terapia con Octreotide, se indicata). L’applicazione dell’OCTREOSCAN™ è attualmente in calo a causa dell’avvento dei traccianti PET. 
  • Tomografia a emissione di positroni (PET). E’ un’indagine diagnostica combinata (medico-nucleare/radiologica) che identifica la presenza di aree ad alta attività metabolica in cui si concentra un tracciante radioattivo che viene somministrato prima dell’esame. Come l’OCTREOSCAN™, la PET sfrutta l’espressione dei recettori per la somatostatina sulla superficie delle cellule neoplastiche. In particolare, l’utilizzo di analoghi della somatostatina marcati con Gallio-68 permette un ottima caratterizzazione funzionale/molecolare delle neoplasie neuroendocrine e di eventuali metastasi. L’accoppiamento con la tomografia computerizzata (TC) permette di ottenere, nello stesso esame, immagini anatomiche molto dettagliate. La risoluzione spaziale della PET con Gallio-68 (3-6 mm) è maggiore rispetto a quella dell’OCTREOSCAN™(10-15 mm).

Una volta ottenute le informazioni sulle caratteristiche morfologiche della neoplasia, sulle sue dimensioni, sui rapporti con le strutture vascolari vicine al pancreas, sullo stato dei linfonodi regionali e sull’eventuale presenza di metastasi a distanza, lo specialista formula una diagnosi clinico-radiologica, e attribuisce alla neoplasia stessa uno stadio.

Per le neoplasie neuroendocrine del pancreas sono attualmente in uso due sistemi di stadiazione basati sul TNM (tumore/(linfo)nodi/metastasi), il primo proposto dall’American Joint Commitee on Cancer (AJCC, www.cancerstaging.org), il secondo dall’European Neuroendocrine Tumor Society (ENETS, per maggiori informazioni clicca qui). Gli stadi di malattia sono quattro, in alcuni casi divisi in sotto-stadi. Qui di seguito è sintetizzato il sistema di stadiazione Europeo (ENETS):

  • Stadio I: la neoplasia ha dimensioni < di 2 cm ed è confinata al pancreas, senza coinvolgimento di linfonodi nè metastasi a distanza
  • Stadio IIA: la neoplasia ha dimensioni tra 2 e 4 cm ed è confinata al pancreas, senza coinvolgimento di linfonodi nè metastasi a distanza
  • Stadio IIB: la neoplasia ha dimensioni > di 4 cm o ha invaso la via biliare principale o il duodeno, senza coinvolgimento di linfonodi nè metastasi a distanza
  • Stadio IIIA: la neoplasia ha coinvolto organi intorno al pancreas (stomaco, milza, colon, reni/surreni), e/o ha infiltrato i vasi intorno al pancreas (ex. il tronco celiaco o l’arteria mesenterica superiore), senza tuttavia dare metastasi a distanza
  • Stadio IIIB: la neoplasia ha dato metastasi ai linfonodi regionali ma non metastasi a distanza
  • Stadio IV: la neoplasia ha dato metastasi a distanza

In base alla stadiazione clinico-radiologica, lo specialista proporrà il piano di terapia più idoneo. Potrebbe essere indicato eseguire altre indagini per confermare la diagnosi. Schematicamente, lo stadio di malattia permette di separare tre classi di neoplasia:

Clicca sui link per maggiori informazioni.